Sicurezza sul lavoro nell'emergenza COVID

11 Aprile 2020

“Nel pieno della pandemia ci si è resi subito conto che tutti dovessero contribuire a questo grande sforzo collettivo per contenere la diffusione del contagio, riducendo il più possibile le attività economiche. Il tema del ridurre alle sole attività produttive essenziali è stato un fattore decisivo - afferma Elena Ostanel, portavoce de il Veneto che Vogliamo - Negli ultimi giorni, però, si sono manifestate alcune problematiche nel Veneto seguite da dichiarazioni allarmanti.

La portavoce Ostanel rileva inoltre “La settimana scorsa le richieste di apertura in deroga all’ultimo DPCM arrivate dalle imprese nella nostra regione erano 15 mila, un numero abnorme se si pensi che la Lombardia, il cui apparato produttivo è ben maggiore di quello veneto, ne ha registrate 12 mila. Tali richieste hanno intasato le prefetture, con la conseguente difficoltà da parte dei Prefetti di gestire in tempi efficienti ed immediati le verifiche necessarie. Come conseguenza di ciò, sono di ieri le dichiarazioni di Zaia che afferma come in Veneto di fatto già il 60% delle aziende lavorano.”

“Non ne facciamo una posizione ideologica, non tifiamo per il blocco produttivo - continua Giorgio De Zen, portavoce de il Veneto che Vogliamo - anzi, siamo i primi ad essere molto preoccupati per l’impatto devastante che questa epidemia già sta avendo e continuerà ad avere sul mondo del lavoro e sulle attività produttive. Tuttavia oggi, nel pieno del picco pandemico che ancora causa centinaia di morti nel nostro Paese, pensiamo che la priorità assoluta sia superare il prima possibile l’emergenza sanitaria. Per noi, salvare più vite possibili non ha prezzo, specialmente perché il prezzo da pagare in termine di vite anche in ripresa economica sarà molto più pesante se sbagliamo i tempi.

“Slegare o peggio contrapporre oggi l’emergenza sanitaria a quella economica e sociale è un grave errore: sono due facce della stessa medaglia- fa notare Ostanel - Combattere con rigore ed efficacia l’emergenza sanitaria è il primo fondamentale atto per affrontare l’emergenza economica. Per poter riaprire, devono essere garantiti i dispositivi di protezione minimi di sicurezza nelle attività produttive a tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori, devono essere garantiti e rafforzati i controlli degli SPISAL.

I portavoce De Zen e Ostanel si rivolgono quindi alla Regione “Contemporaneamente, deve essere sostenuto lo sforzo del Governo per garantire reddito alle persone e liquidità alle imprese: questa è la linea da portare avanti. Chiediamo che la Regione Veneto faccia uno sforzo non solo per garantire i dispositivi di sicurezza minimi nelle realtà ospedaliere e sanitarie, ma preveda di integrare, laddove necessario, le risorse già stanziate dal Governo e distribuite ai Comuni.

Sul tema interviene anche Arturo Lorenzoni “Oggi Luca Zaia ha pensato di sostituirsi anche al Governo, pensando di decidere in autonomia quando riaprire le attività. Prendendosi un ruolo che non è suo e disattendendo invece a quelli che dovrebbero essere i suoi compiti. La decisione di riavviare le attività sta agli scienziati (che dice il prof. Crisanti?) e al Governo. All’amministrazione regionale spetta invece preparare le condizioni per consentire al più presto di tornare al lavoro in condizioni di sicurezza. Abbiamo visto il caso drammatico delle case di riposo, dove il materiale di protezione è stato fornito con ritardo a ospiti e personale. È indispensabile e urgente preparare una logistica nuova per tutto il settore manifatturiero ora, le restrizioni dureranno mesi e non siamo assolutamente pronti ora a riportare al lavoro le persone nelle piccole aziende. Si lavori a creare le condizioni distribuendo il materiale di protezione individuale e mettendo a punto linee guida chiare per tutti, per proteggere i lavoratori e accompagnare le imprese. Questo il compito ora, non fare proclami sulle responsabilità di altri.”

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