Proposte concrete per bloccare il consumo di suolo: per il Veneto è una emergenza

23 Luglio 2020

Il Rapporto sul consumo di suolo ISPRA 2020 conferma che il Veneto è la seconda regione italiana per consumo di suolo, dopo la Lombardia, e quella che di gran lunga ne ha registrato il maggior incremento nel 2019, con 785 ettari utilizzati.
L’impermeabilizzazione del nostro suolo ha comportato e comporta pesanti conseguenze ambientali: rischio accresciuto di inondazioni, accelerazione dei cambiamenti climatici, minaccia alla biodiversità, perdita di terreni agricoli fertili e aree naturali, progressiva e sistematica distruzione del paesaggio, soprattutto rurale come spiegato dalla Commissione Europea nel 2012. A ciò si aggiunge la riduzione della fruizione sociale del nostro territorio.
Il nostro programma per le elezioni regionali contiene proposte concrete per arrivare allo stop al consumo di suolo e favorire la rigenerazione urbana.

  1. Riscrivere le norme sulla pianificazione territoriale e urbanistica, in particolare la L. R. 14/2017, per ridurre effettivamente il consumo di suolo e vietare l’impermeabilizzazione delle superfici libere, a partire dalla modifica dell’articolo 2, che definisce suolo consumato solo quello agricolo, naturale, seminaturale, esterno al perimetro dell’urbanizzazione consolidata.
  2. Favorire il riuso e rigenerazione urbana, che corrisponda ad un effettivo miglioramento delle condizioni ambientali, sociali, di dotazione di servizi e di verde dell’area rigenerata. Si deve assolutamente evitare che questi processi, che avvengono anche con contributi pubblici, si trasformino in operazioni speculative che generano disuguaglianze sociali, più propriamente chiamati Gentrification.
  3. Giocare un ruolo chiave nella promozione della riconversione ecologica della città, attraverso una regolamentazione volta a sostenere e incentivare il riuso e la rigenerazione urbana, in connessione con i Piani di Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima. Siamo contrari, invece, alla deregolamentazione con i reiterati ‘Piano casa’.
  4. Prevedere l’istituzione di un ‘Contributo straordinario´ di urbanizzazione, che a livello nazionale è stato reso opzionale e che impone al proprietario di un immobile che ha ottenuto un incremento di valore a causa di un intervento pubblico (ad esempio la modifica del PRG) di versare al Comune il 50 % del plusvalore acquisito (a Roma è il 66,6%), in modo da contrastare la speculazione edilizia e la rendita.
  5. Modificare i criteri di applicazione dell’Istituto della ‘perequazione’, imponendo che questa debba orientarsi prioritariamente nell’attuazione del PRG/PAT/PATI, secondo una logica di ‘disegno pubblico´ della città.
  6. Promuovere gli usi temporanei degli spazi costruiti esistenti, rigenerando i luoghi ed eliminando il degrado, senza aumentare il consumo di suolo;
  7. Adottare un Piano di adattamento ai cambiamenti climatici, che contempli il contenimento del rischio idrogeologico e sismico e riduca i molteplici fattori di vulnerabilità del nostro territorio.
  8. Salvaguardare i paesaggi del Veneto, tutelando le aree di elevato valore paesistico-ambientale, non più vincolate nel PTRC recentemente approvato. queste aree rappresentano un enorme patrimonio culturale e ambientale che è la ricchezza del Veneto.

Il coordinamento regionale de Il Veneto che Vogliamo

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