Coronavirus, Veneto che vogliamo: «Nessun sostegno a chi è già in difficoltà»

26 Marzo 2020

“Quanti di voi in questo momento hanno a carico un familiare con disabilità, dipendenze o con disturbi di salute mentale?”. Così provocano i portavoce de Il Veneto che vogliamo, Giorgio De Zen e Elena Ostanel.

“Bisogna evitare che l’intero carico assistenziale di persone fragili ricada sulle famiglie venete, già molto provate da questa emergenza. - continuano i due - Da tre settimane i centri diurni sono chiusi, le famiglie segnate, e gli operatori che erogano servizi di assistenza a casa. Una situazione insostenibile.”

La Regione, infatti, non ha ancora dato tempi certi per la riattivazione dei servizi dopo il decreto ministeriale del 17 marzo ‘Misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19” come possibilità ammessa dagli articoli 47 e 48.

La Regione ha il compito di fare in modo che le Aziende Sanitarie e Socio Sanitarie garantiscano, in sostituzione e/o integrazione delle attività dei centri diurni, analoghe prestazioni domiciliari e rafforzino le attività domiciliari in atto, relative sia alle prestazioni di assistenza che a quelle di carattere sanitario.

“E deve farlo presto - esordisce Giorgio De Zen - Sono passate già tre settimane e in questa situazione tre settimane sono una vita. Inoltre chiediamo a Mantoan che si impegni a sostenere con misure speciali il settore, senza alcuna penalizzazione, né dal punto di vista economico né dal punto di vista occupazionale anche per le tre settimane passate. Il decreto del 24 marzo a sua firma invece non sembra andare in tal senso.”

Già il 16 marzo la Regione Emilia aveva avviato insieme a ANCI, UPI, enti gestori e sindacati un tavolo di confronto per individuare protocolli condivisi per dare forme di sostegno concreto alle famiglie in difficoltà a causa della sospensione dei servizi educativi, dell’educazione di sostegno per alunni con disabilità e dei centri diurni per anziani e per persone con disabilità, nel pieno rispetto delle direttive sanitarie e con tutte le misure necessarie alla massima tutela della sicurezza e della salute degli operatori e degli utenti. Lo stesso giorno aveva già allocato 23 milioni di euro dal proprio bilancio per il sostegno al welfare e alle famiglie.

“In Veneto molti Comuni e ovviamente le famiglie in difficoltà chiedono alla Regione una risposta e non sanno come muoversi. - conclude Elena Ostanel - Questo incomprensibile ritardo si aggiunge ad una situazione già segnata dall’assenza di politiche regionali di riconoscimento e di supporto ai caregiver familiari. Cosa che non diciamo noi ma, a chiare lettere, la sentenza del TAR Veneto e poi del Consiglio di Stato (01.01.2020) Benin vs. ULSS 6 Euganea.”

“Perché questo ritardo? - chiedono i due - Perché questa mancanza di coordinamento e informazione?”

Condividi questa pagina