VcV: Assemblea record, partecipano 19.000 persone da tutto il Veneto

27 Aprile 2020

Questa appena passata è stata una domenica da record per il Veneto che vogliamo. In 19.000 hanno partecipato alla prima assemblea online della storia del Veneto. Dopo alcuni ospiti che hanno chiesto di partecipare, come Elly Schlein, vicepresidente dell’Emilia Romagna, e amministratori veneti, sono intervenuti cittadini da tutta la regione, anche chi solitamente è lasciato ai margini e dimenticato della politica. Dopo l’apertura di Giorgio De Zen, portavoce del Veneto che vogliamo, per l’occasione in veste di presentatore, ha preso parola Arturo Lorenzoni, candidato presidente del Veneto.

Abbiamo un’identità forte civica e popolare, e oggi lo stiamo dimostrando - dichiara Lorenzoni - Siamo un’unione di realtà locali che hanno un approccio pragmatico e concreto alla politica. Siamo noi stessi l’esempio di come deve essere una proposta nuova, che vada oltre a una politica evidentemente stanca, che in 20 anni si è impantanata sulla gestione dell’ordinario senza alcuna visione futura. Adesso serve una politica che unisca bisogni e visione, con un progetto collettivo dove ci si possa soffermare su ciò che unisce, e non su ciò che divide. Perché noi non andiamo contro nessuno, ma andiamo oltre alle appartenenze politiche. Un progetto che si concentri su 4 punti fondamentali: ambiente, salute, dinamismo dell’innovazione e attenzione alla bellezza”.

“Metà dei veneti non vota più - ha poi aggiunto Elena Ostanel, portavoce - Noi stessi dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere nella società. È finito il tempo dei leader soli: serve una leadership collettiva e diffusa, e le emozioni devono tornare al centro ed essere il motore del cambiamento”.

È poi intervenuta Elly Schlein, ex eurodeputata e vicepresidente dell’Emilia Romagna, felice di contribuire a un progetto che ha seguito fin dal principio: “Serve un linguaggio fresco e comprensibile, per parlare alle persone dei loro bisogni. Perché alcune sfide non sono più rinviabili, come la questione ambientale e la riconversione ecologica. Bisogna mettere in cima all’agenda tre temi fondamentali: un patto per il clima, per salvarci; un piano per la casa, che è un diritto inalienabile; e un lavoro dignitoso, per tutti”.

Tra gli amministratori veneti hanno partecipato i consiglieri regionali Piero Ruzzante e Cristina Guarda. “Dobbiamo avere un’autonomia culturale e non inseguire le altre forze politiche - ha sostenuto Ruzzante - Arturo ha già dimostrato di poter battere la Lega in questo modo. Ad esempio rimettere al centro della vita politica e sociale le donne, che oggi hanno un reddito medio di molto inferiore agli uomini e non è accettabile. E parlando giovani in fuga dal Veneto, investendo nella ricerca”. “La salute deve tornare al primo posto. E non parliamo solo di CoVid - ha insistito Guarda - ma anche di Pfas e inquinamento. Bisogna avere cura del territorio e delle famiglie che popolano il Veneto, che sanno che la connessione tra ambiente e salute è fortissima”.

Hanno partecipato anche i sindaci Edoardo Gaffeo e Omar Barbierato, che hanno parlato della fragilità dei propri cittadini, dell’impotenza dei sindaci, spesso abbandonati dalla Regione, e della necessità di giustizia sociale. Sindaci che credono nel Veneto che vogliamo per due motivi principali: l’ascolto sincero, da fare per tempo, che il movimento civico sta portando avanti da ormai un anno, e la squadra forte e capace, che questa realtà ha.

Un’attenzione particolare è stata riservata ai coordinamenti provinciali, citati a più riprese come motore fondante del movimento civico e popolare. Sono quindi intervenuti 7 portavoce, uno per provincia, che hanno messo l’accento su tutte le necessità e le ambizioni dei territori. Belluno ha raccontato della grande rete che si è formata con gli amministratori locali; Venezia ha chiesto di puntare a un turismo di qualità, chiedendo più rispetto per chi gli abitanti dei territori, con la speranza più generale per le amministrative di riuscire ad unire tutte le esperienze civiche presenti; Treviso ha posto l’accento sul mondo del volontariato mortificato in questi anni; Verona ha chiesto attenzione al problema degli affitti e alla cultura in veneto, che deve essere valorizzata; Padova ha ricordato l’importanza di arrivare in tutte le aree del territorio, in ogni modo possibile; Vicenza ha sottolineato l’anima civica e rilanciato l’identità politica forte, sottolineando la necessità di cambiare il modello di sviluppo; Rovigo ha posto al centro le problematiche ambientali, e le possibilità che il territorio offre, come il Parco Naturale del Delta del Po, anche sul fronte del turismo.

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