VcV Venezia, proposte di mobilità per la Città Metropolitana di Venezia

12 Maggio 2020

Con il riavviarsi delle varie attività lavorative, anche nell’area metropolitana di Venezia, riprendono gli spostamenti di decine di migliaia di persone. Ripensare la mobilità diventa compito centrale.

C’è una differenza significativa tra la mobilità della maggior parte del Veneto, basata essenzialmente sui mezzi privati, e quella dell’area metropolitana di Venezia con le connessioni con parte dei territori del padovano e del trevigiano. Venezia, come si sa, viene raggiunta ogni giorno, in condizioni normali, prevalentemente con i mezzi pubblici da alcune decine di migliaia di lavoratori pendolari e studenti.

Per assicurare la salute dei cittadini, il trasporto pubblico locale deve essere in grado di far rispettare realmente il distanziamento di un metro previsto dal decreto, necessita quindi di adeguate risorse, senza riproporre i parametri precedenti alla diffusione del Coronavirus. Per larghe fasce della popolazione l’uso dei mezzi pubblici non è una scelta; anche qui sono evidenti le differenze socio economiche.

Le scelte che si compiono in questo momento sono decisive sia per affrontare l’emergenza che per indicare la strada che si intende imboccare per il futuro. Anche sul terreno della mobilità siamo di fronte a un bivio.
Da una parte si torna alle condizioni precedenti (se non peggiori) con una mobilità non sostenibile, col pericolo evidente di un ulteriore aumento dell’uso dell’auto privata, ritenuta il mezzo più sicuro. Le conseguenze per l’ambiente, la salute e la qualità della vita delle persone sono note: inquinamento dell’aria e inquinamento acustico; incidenti stradali che coinvolgono automobilisti, ciclisti e pedoni; paralisi del traffico, città invase dalle automobili con la riduzione delle ZTL.

Dall’altra parte si lavora a una riorganizzazione complessiva della mobilità che permetta di garantire le distanze di sicurezza, indispensabili per i prossimi mesi, e contemporaneamente accelerare la transizione verso un nuovo modello di mobilità fondato sul trasporto pubblico con l’estensione dell’uso della ferrovia e con l’elettrificazione degli autobus; sulla trasformazione dei modi e dei tempi di vita della città; sull’ uso della bicicletta, sullo sviluppo di aree e percorsi accessibili in sicurezza dai pedoni e dai ciclisti, sulla riorganizzazione del traffico acqueo.

Per tutta l’area Metropolitana è necessario:

  • introdurre una differenziazione degli orari dei luoghi di lavoro, degli uffici pubblici e privati e, quando riapriranno, delle scuole per ridurre il sovraffollamento negli orari di punta;
  • incentivare l’uso della bicicletta garantendo maggiore sicurezza per i ciclisti e estendendo il bike sharing. Proprio in questo momento si dovrebbero, invece che ridurre, potenziare le zone a traffico limitato per facilitare la mobilità dei pedoni sulle strade;
  • incrementare il trasporto su ferrovia con la ripresa del progetto del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale colpevolmente abbandonato dall’attuale governo regionale, anche con un adeguamento delle stazioni, comprese quelle minori, in modo da assicurarne una piena accessibilità;
  • Nei punti internodali incentivare lo sharing: bike sharing, monopattino elettrico, car sharing, ecc;
  • migliorare la connessione tra le stazioni ferroviarie e il trasporto pubblico su gomma.

Per la Città di Venezia:

  • non è sufficiente aumentare il numero di corse degli autobus, ma è indispensabile spostare una quota d’utenza dalla gomma al ferro nel quadro di una nuova complessiva strategia regionale che punti anche in questo ambito a un rafforzamento del sistema ferroviario;
  • È necessario garantire corse frequenti a cadenza regolare nell’intero arco della giornata su tutte le cinque linee che gravitano su Venezia e deve essere completata l’elettrificazione della linea per Adria;
  • Bisogna spostare una quota di arrivi a S. Lucia per ridurre l’insostenibile affollamento di P.zzale Roma. Allo stesso scopo è importante garantire un collegamento con autobus tra Mestre e Marghera e il terminal del Tronchetto per l’interscambio con le linee di navigazione.
  • Si deve puntare su adeguamento e potenziamento della ciclabile e pedonale nel Ponte della Libertà.

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