Che cos'è?

Il Veneto che vogliamo è un avvio. Comincia come percorso di incontri in tutto il Veneto: per mettersi in ascolto del territorio, per costruire occasioni di incontro e scambio tra persone e realtà, per indagare assieme gli scenari e gli orizzonti del civismo veneto.

Abbiamo fatto tre incontri, a Padova, a Schio (Vicenza) ed ad Adria (Rovigo). Stiamo organizzando i prossimi, previsti a partire da Settembre.

Stiamo discutendo di temi, prima di ogni altra cosa. Ambiente, sanità, trasporti, lavoro.

Ciò che ci unisce e fa da base ad un percorso condiviso non lo possiamo trovare nei calcoli o nelle appartenenze. Sta nelle grandi questioni che riguardano la nostra terra, ed è discutendo di quelle che possiamo costruire una base comune.

Il Veneto che vogliamo è un percorso che si pone come obiettivo quello di mettersi in ascolto del territorio veneto e costruire occasioni di incontro e scambio tra persone e realtà, per indagare assieme gli scenari e gli orizzonti del civismo veneto, in vista delle elezioni regionali del 2020. Incontri in tutte le province, per far emergere istanze condivise e per intercettare realtà che dal basso provano a cambiare le cose.

In Veneto, una delle terre più inquinate d’Europa dove i cittadini sono sempre più lontani dalla politica, le elezioni regionali del 2020 aprono, dopo 25 anni, una nuova opportunità per il nostro territorio. Siamo una regione con un forte astensionismo (quasi il 40% degli aventi diritto) ed una netta predominanza di un partito come la Lega, oramai sempre più vocato a cavalcare e strumentalizzare temi nazionali, dimenticando nella maggioranza dei casi le specificità e le esigenze territoriali.

Ci sono però molti veneti profondamente convinti che il futuro non sia scritto, che nella regione esistano forti spinte verso il cambiamento e che serva mettersi in gioco tutti assieme con molta umiltà per disegnarlo.

Per questo prende il via questa campagna, per costruire una rete tra soggetti e persone senza un fulcro centrale definito, per coinvolgere e ascoltare il territorio, facendolo partecipe e protagonista di un processo per la costruzione di un nuovo percorso politico dal basso. In questi incontri si discuterà di temi strategici per il nostro territorio: ambiente, sanità, trasporti, lavoro, temi che sappiano fare da innesco ad un dibattito dove tutti potranno avere voce, con brevi interventi. Sarà poi chi vive il territorio a contribuire e portare la propria esperienza e costruire il dibattito. Perchè discuteremo di temi, prima di ogni altra cosa. Ciò che ci unisce e fa da base ad un percorso condiviso non lo possiamo trovare nei calcoli o nelle appartenenze.

Sta nelle grandi questioni che riguardano la nostra terra, ed è discutendo di quelle che possiamo costruire una base comune.

Se esiste una possibilità di costruire un percorso innovativo ed efficace in Veneto, serve coinvolgere le periferie (fisiche e sociali) per portarne la voce al centro. E questo deve avvenire a maggior ragione in una delle regioni italiane con la maggiore dispersione territoriale. Per questo è importante formare una rete, avviare un percorso di ascolto reciproco, discutere dei temi che uniscono, costruire una base prima di pensare alle altezze.

Alla fine di questo percorso, con tutti coloro che ne prenderanno parte, tireremo le somme di quanto emerso e delle questioni che tutti riteniamo fondamentali. Se saremo tutti d’accordo e avremo trovato punti in comune, inizieremo a ragionare di come sfidare la Lega nella nostra regione. Abbiamo fiducia e ottimismo verso ciò che potremo costruire.

Abbiamo fiducia e ottimismo verso ciò che potremo costruire.

     

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